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A manuscript in a bottle

 

Messages in bottles tend to have outcomes that are, in reality, similar.

Unlike Poe’s famous tale, for example, they are rarely delivered, and whoever receives them (as in the story) cannot intervene, for the events described within are distant and (tragically) already over.

In the case of Giampiero Nanni’s exhibition, however, we have a double reversal to this pattern: the artist receives the message contained in Il Malpensante (“Could someone please paint them for me” Bufalino writes, referring to nineteen enigmatic titles) and fulfils the author’s wish: he paints the pictures.

Then, Nanni sends his own “manuscript in a bottle”: a proposal for an exhibition at the Foundation’s venue, during the Bufalino festival “L’ingegnere di Babele”. A proposal accepted for its originality, and for the quality of the works presented.

So, it is worth slipping messages into somewhere and sending them off - you never know.

 

 

Un manoscritto in bottiglia

I messaggi nelle bottiglie hanno esiti che, nella realtà dei fatti, sono simili.

A differenza del celebre racconto di Poe, per esempio, raramente vengono recapitati e chi li riceve (come nel racconto) non può intervenire perché i fatti che descrive sono lontani e già (tragicamente) compiuti.

Nel caso della mostra di Giampiero Nanni abbiamo, però, una doppia inversione di tendenza: l’artista riceve il messaggio contenuto nel Malpensante (“Qualcuno, per favore, me li dipinge?”, riferendosi, Bufalino, a 19 titoli “bislacchi” elencati prima) ed esegue quanto desiderato dallo scrittore: dipinge i quadri.

Poi, Nanni invia un suo “manoscritto nella bottiglia”: la proposta di una mostra nei locali della Fondazione nel corso del Festival bufaliniano “L’ingegnere di Babele”. Proposta accolta per la sua originalità e per la qualità delle opere esposte.

Quindi, vale la pena infilare messaggi in qualche posto e spedirli, non si sa mai.

 

 

 

Giuseppe Digiacomo

President of the

Gesualdo Bufalino Foundation

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